
Un piccolo omaggio, curato da Giacomo Marcianò, responsabile musicale dellAnassilaos, il 09 settembre 2008 alle ore 21:00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, che prepara un incontro più approfondito, previsto per ottobre, prima della manifestazione di Filosofi(estate) dedicata alla filosofia orientale con Giuseppe dAgostino che slitta alle ore 21:30.
Questo il tributo che lAssociazione Culturale Anassilaos Sezione Giovani, presieduta da Tito Tropea, si propone di dedicare a
Lucio Battisti
nel 10° della morte avvenuta proprio il 9 settembre del 1998. Un omaggio doveroso perché scrive il Presidente dellAnassilaos Stefano Iorfida egli è stato il cantante italiano che più dogni altro ha rappresentato i sentimenti, gli umori e ci si perdoni il termine le incazzature di una intera generazione. Con lui moriva quel 9 settembre di dieci anni fa una parte importante di noi e del Bel Paese che attraverso i suoi pezzi, realizzati insieme a Mogol, si era svegliato ad una musica nuova che aveva rielaborato e interpretato, in maniera originale e tutta italiana, la rivoluzione musicale venuta dallInghilterra con i Beatles. Per più di un decennio le sue canzoni hanno accompagnato la vita di tantissimi italiani, i momenti spensierati dove bastavano pochi amici, una chitarra e un falò; i momenti delle prime cocenti delusioni damore e professionali. Nella tristezza e nella gioia scrive Iorfida - i nostri giorni sono stati accompagnati, quasi ritmati, da quei motivi che ancora oggi non si può fare a meno di ascoltare con una composta malinconia poiché ogni parola, ogni accordo è un tuffo nel passato e soprattutto un tuffo al cuore. Balla Linda, Acqua azzurra acqua chiara, Mi ritorni in mente, Emozioni, Fiori rosa fiori di pesco, La canzone del sole , Anna,Il mio mondo libero , Pensieri e parole, solo per citare alcuni titoli, i più famosi, e quelli che meglio teniamo a mente per averli cantati con quanta più voce avevamo, soli o in gruppo, indifferenti alle stonature, che hanno cresciuto e maturato una generazione di giovani venuti fuori dalla rivoluzione mancata del 1968 che preparava, in alcune frange più estremiste, la stagione del terrore rosso e nero. Cerano in quel periodo altri cantanti e cantautori, validi e altrettanto importanti per la storia della musica italiana, ma mai nessuno come il ragazzo di Poggio Bustone ha incarnato le aspettative e le delusioni di tanti ragazzi e ragazze. Unemozione musicale che poteva sembrare legata ad un ben determinato momento storico ma che come rivela linteresse dei giovani dellAssociazione - ha attraversato la generazione dei ventenni degli anni Sessanta e Settanta per giungere ai giovani di oggi che ancora cantano, suonano e ascoltano Lucio Battisti a dimostrazione che la sua musica ha un valore che oltrepassa le mode e la nostalgia, forte, della passata gioventù.


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