Si tratta di una porzione ben conservata, con tappeti a mosaico, di alcune terme private della media età imperiale.
Reggio, all'epoca, come dimostra la Tabula Peutingeriana, era famosa per le sue acque salutari e doveva avere molte terme al suo interno.
Le terme in questione si dovevano trovare all'esterno della cinta muraria di epoca classica, vicino al fiume Apsia (odierno Calopinace), da cui dovevano giungere le acque per i bagni. Del resto, la presenza di terme e bagni caldi a Reggio è attestato almeno fino all'epoca nor¬manna (XI sec.), a riprova della solidità della cultura ellenistico-romana perpetuatasi in città fino alle dominazioni franche.
Aspettando la pubblicazione del sito archeologico, data solo preliminarmente, dobbiamo notare alcune cose di notevole interesse. Innanzi tutto, la struttura termale aveva anche una palestra (un gymnasion) per gli esercizi ginnici, con un portico di cui si conservano numerose colonne, parte in palazzi limitrofi, parte ritrovate in mare. Sembra strano, visto questo edificio, che si trattasse veramente di terme private e non di comodità pubbliche nella civile Reggio romana.
In secondo luogo, le terme appaiono intersecate da un poderoso muro, che qualche studioso locale ha messo in relazione alla costruzione di chiese, ma che, più probabilmente, ci testimonia un argine della fiumara Calopinace prima che l'alveo venisse incanalato entro gli attuali argini alla metà del XVI sec.
(Tratto da "Reggio Città d'Arte - Daniele Castrizio, Maria Rosaria Fascì, Renato G.Laganà - Fotografo Attilio Morabito)
Tutti i diritti sono riservati - Questa pubblicazione non può essere utilizzata, archiviata, riprodotta o trasmessa in alcun modo o forma senza preventiva autorizzazione da richiedere all'UO Cultura Immagine e Turismo del Comune di Reggio Calabria Tel. 0965/23561.

