Limmagine attuale della città è il risultato di scelte urbanistiche che ne hanno condizionato lo sviluppo e la qualità architettonica. Il centro storico, nonostante le alterazioni volumetriche dovute agli interventi edilizi degli anni sessanta del XX secolo, determinati dalla nuova normativa antisismica e dallavvio della legge Ponte, conserva ancora il fascino di quella città risorta, dopo gli sconvolgimenti sismici del 1908, con il forte desiderio di essere bella e gentile.
Limpronta architettonica neoclassica della ricostruzione tardo settecentesca che aveva caratterizzato gli edifici pubblici più rilevanti ed alcuni palazzi civili è rimasta, sebbene mutilata in quei rari edifici sopravvissuti al terremoto (palazzo Nesci sul Corso Garibaldi, il portico delle antiche scuderie vescovili adiacente alla Cattedrale, il palazzo della Congrega di Gesù e Maria sulla via Aschenez , il portale di Palazzo Musitano sulla via cattolica dei Greci, ecc.).
Soltanto qualche intervento edilizio, realizzato sul finire del secolo XIX e gli inizi del XX secolo, aveva raccolto le tendenze architettoniche dellItalia post-unitaria ispirandosi ad un lessico o ad una gerarchia di stili che si richiamavano allarchitettura dell Eccletismo o allArt Nouveau. Si trattava per lo più di interventi marginali od esterni al centro urbano o piccoli padiglioni negli spazi pubblici urbani.
Lintervento post terremoto venne gestito dapprima con il sorgere di una città provvisoria di costruzioni baraccate con i modelli standardizzati che i soccorsi internazionali fecero affluire verso le zone disastrate. Villini svizzeri, villini norvegesi, case americane, case canadesi furono montati ai margini del vecchio ambito urbano per dare un ricovero alla popolazione e in mezzo ad essi le costruzioni per gli uffici, le scuole ed i luoghi di svago oltre ai baraccamenti militari.
Alla commissione di stili seguì, dopo una pausa istruttoria per decidere sulle modalità costruttive antisismiche, lintensa attività di progettazione urbanistica, da un lato, ed architettonica con il concorso di tecnici ed imprese edili provenienti da ogni parte dItalia.
Importante in questa fase il ruolo di Giuseppe Valentino. Dapprima assessore ai Lavori Pubblici e successivamente sindaco della città che si prodigò per attuare, attraverso la predisposizione di un idoneo Regolamento edilizio, una uniformità stilistica negli isolati urbani caratterizzati da una forte frammentazione delle proprietà immobiliari. Per combattere la non uniformità dei prospetti, poiché nella ressa dei disegni nuovi e degli ingegneri nuovi, ciascuno voleva far risaltare se stesso, differenziandosi quanto più possibile dal vicino, fece elaborare uno strumento, attraverso il quale si prescriveva lunità del prospetto nella fronte di ciascun isolato, anche appartenente a diverse ditte.
Dopo una serie di contrasti il Regolamento trovò applicazione a partire dalla stessa Piazza Vittorio Emanuele II (piazza Italia) dove, per la ricostruzione di Palazzo Melissari si provvide a disegnare un unico prospetto con ladiacente palazzo Musitano. La disposizione trovò applicazione su tutti gli isolati del nuovo centro urbano nei quali lelaborazione dei prospetti seguì i canoni stilistici dettati da chi per prima provvedeva alla ricostruzione del proprio edificio.
In questo contesto le forme architettoniche seguono due linee stilistiche che spesso si traducono in una originale commistione senza la prevalenza delluno o dellaltro stile.
Fortemente permeato dalle forme architettoniche dellEclettismo fu ling . Pietro De Nava, neo-rinascimentale nelledificio dellOpera Pia La Provvidenza che comprende anche la chiesa di San Gaetano, tra la via Aschenez e la via Torrione; neogotico nel vicino palazzo De Nava sulla via Torrione e nei due edifici gemelli che prospettano sul lato inferiore della Piazza del Carmine e sulla Via Gaspare del Fosso; neo-classico nei prospetti degli edifici laterali della piazza del Duomo, caratterizzati da portici e colonnati, nel palazzo Catanoso (oggi sede del Monte dei Paschi) e nel palazzo Manganaro, dove introdusse elementi decorativi che si ispiravano al Liberty.
Larchitetto Pompilio Seno, interprete del dibattito architettonico che si svilippò nella città di Reggio attorno alla rivista Brutium, diretta da Alfonso Frangipane, si ispirò a canoni neoclassici nel disegno dei prospetti del palazzo Cassano, sul Corso Garibaldi di fronte alla Villa Comunale, e nella soluzione, poi scartata, dei fronti laterali di Piazza Duomo, nel progetto della Galleria Comunale, firmato con ling. Foderaro, che doveva sorgere sul sito dellattuale Museo Nazionale, mentre per la Chiesa Evangelica, sempre sul Corso Garibaldi, si richiamò ai modelli del tardo gotico.
Di ispirazione neoclassica anche i prospetti di palazzo Rognetta, tra il Corso Garibaldi e la via Vitrioli, progettato dalling. Laviny, che con ling. De Simone progettò nel 1921 ledificio del Teatro Comunale sul Corso Garibaldi e la scuola elementare Principe di Piemonte sulla piazza del Castello. Gli stimoli dellarchitettura eclettica permearono le progettazioni, elaborate da studi tecnici nazionali, di numerosi edifici pubblici come quello della Banca dItalia sul Corso Garibaldi, opera delling. B. Accolti Gil; del Tribunale nella Piazza Castello, opera dellarch. P.P. Farinelli; dellIntendenza di Finanza, sulla via dei Bianchi, opera delling. Dilani, in cui la decorazione liberty si manifesta negli spazi interni; del Banco di Napoli sulla via Miraglia, opera delling. S. Mancini; dellEdificio delle Poste, opera dellarch. O. Armanni.
Gli esempi più rilevanti dellarchitettura eclettica a Reggio sono stati firmati dalling. Domenico Zerbi tra i quali si possono citare: la neogreca casa Zerbi (oggi Pulitanò) sul Viale Roma; la neogotica villa genovese Zerbi sul Corso Vittorio Emanuele III, ai molteplici esempi neorinascimentali e neoclassici nel centro urbano come palazzo Catizzone e palazzo Scordino.
Un ruolo particolare è stato svolto dalling. A. Fabrizio che introdusse nelle costruzioni da lui progettate luso di strutture con elementi metallici e traliccio e calcestruzzo.
Linnovazione tecnica rimase tuttavia imprigionata dalle forme stilistiche neoclassiche in palazzo Melissari, che si affaccia su Piazza Italia, e di palazzoVitrioli, sullomonima via, e nel Palazzo Sarlo sulla Via degli Ottimati, sostituito recentemente da una moderna struttura edilizia.
Le novità stlistiche del Liberty trovarono tuttavia un più consono connubio con le tecniche proprie della ricostruzione antisismica attraverso lapporto culturale degli architetti Ernesto Basile e Camillo Autore e la sapiente attività progettuale delling. Gino Zani.
Il primo firmò ledificio più rappresentativo della città, Palazzo San Giorgio, contribuendo alla soluzione architettonica di numerosi spazi urbani (piazza Duomo e piazza Vittorio Emanuele).
Il secondo, dopo aver firmato, con ling. Spinelli, la sede dellAmministrazione Provinciale, progettò ledificio dellIstituto tecnico, sul Corso Vittorio Emanuele III, e ledificio del Liceo Classico, sulla via Campanella. Degni di nota sono gli edifici realizzati per la committenza privata tra i quali si possono indicare la casa Travia, sulla via XXI Agosto, e il palazzo Mazzitelli, sulla via Fata Morgana.
Il terzo, che coordinò lUfficio Tecnico del Genio Civile, firmando i progetti del Palazzo del Governo e del genio Civile oltre a numerosi edifici di edilizia economica e popolare elaborò i progetti di numerosi edifici privati tra i quali si possono citare il palazzo Zani- Spadaro, sulla via Aschenez, e il palazzo Spinelli, sulla Via Zecca.
Ruolo non minore hanno esercitato i progettisti locali che si ispirarono alle forme floreali nelle decorazioni di numerosi edifici. Tra questi va ricordato ling. Rosario Pedace nella semplicità decorativa di casa Gullì, a piazza Camagna, e nellinnovazione tecnica delledificio del Mercato, nella via XXI Agosto, sostituito negli anni sessanta dalla scuola media Spanò Bolani. Gli ingegneri Barbaro e Canova firmavano il palazzo e il teatro Siracusa, polo ricreativo sul prolungamento del Corso Garibaldi dove si affacciava anche la casa Corigliano, opera delling. Cesare Prato.
Non meno rilevante è lopera delling. Fiaccadori, titolare dellomonima impresa di costruzione, nelledificio sito ad angolo tra il corso Vittorio Emanuele III e la via Biagio Camagna e nel villino nella via Crocefisso dove il movimento dei volumi e la scelta appropriata dei materiali si fondono con una originale decorazione.
(Tratto da "Reggio Città d'Arte - Daniele Castrizio, Maria Rosaria Fascì, Renato G.Laganà - Fotografo Attilio Morabito)
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