
Terra di conquista e di passaggio
La storia di Reggio nel tardo impero e dopo la caduta dell'Impero stesso è un continuo alternarsi di momenti di rinascita e di oppressione, di valorizzazione e di sfruttamento, in un rapido susseguirsi di dominazioni.
Devastata dai Visigoti con Alarico e successivamente conquistata dagli Ostrogoti, con Totila, conobbe un periodo di ripresa durante la riconquista bizantina. Nella seconda metà del IX secolo la diocesi di Reggio (che esisteva già nel VI secolo) divenne "metropoli" di tutti i possessi bizantini nell'Italia Meridionale. L'elenco dei dominatori di Reggio in epoca alto-medievale è lungo e testimonia l'interesse strategico della città; i Saraceni, i Longobardi, ancora i Bizantini, i Normanni si succedettero nell'arco di pochi secoli.
Legata, per comunanza d'interessi e di storia, a Messina e alle altre città della Sicilia orientale, partecipò alle rivolte antiangioine dei Vespri Siciliani (1282) e si schierò con gli Aragonesi. Dopo la pace di Caltabellotta fu assegnata agli Angiò, che le riconobbero ampi privilegi e le libertà comunali.
La decandenza di Reggio inizia nel '500 a causa di tre fattori concomitanti: le continue incursioni barbaresche, le epidemie e l'oppressivo fiscalismo della denominazione spagnola.
Tracce del periodo medievale sono il quattrocentesco castello aragonese con le sue torri cilindriche, alcuni oggetti sacri conservati nel "tesoro" del Duomo, il portale in pietra siracusana risalente al secolo XIV e oggi conservato nella Villa Comunale.
Nel 1847 insorse contro il governo borbonico e nel 1680 fu conquistata dai Garibaldini intrecciando da quel momento la propria vicenda a quella delle altre città dell'Italia unita. Reggio tornava così ad appropriarsi quel nome - Italia- che secondo Aristotele era nato proprio sulle sue coste, derivando dal nome di un mitico re degli Enotri, Italòs.
Una città più volte ricostruita
L'evento della ricostruzione tra Eclettismo e Liberty
Lo Stemma e il Gonfalone della Città di Reggio Calabria

